[Talk-it] Riflessioni sulla mappatura

Cristian Testa testa.cristian at tiscali.it
Wed May 20 10:51:37 BST 2009


----- Original Message ----- 
From: "Federico Cozzi" <f.cozzi at gmail.com>
To: "openstreetmap list - italiano" <talk-it at openstreetmap.org>
Sent: Wednesday, May 20, 2009 1:21 AM
Subject: Re: [Talk-it] Riflessioni sulla mappatura

>Non sono d'accordo.
>
>Decenni di mappe stradali "cartacee" hanno mostrato la necessità di
>classificare le strade secondo un criterio di importanza (dalle più
>importanti alle meno importanti). Questa gerarchia svolge in un colpo
>solo questi ruoli:
>1. assegna un diverso stile grafico al render (strade più importanti
>sono più evidenti di strade meno importanti)
>2. decide a quali scale deve essere disegnata ciascuna strada
>3. permette di pianificare un percorso.
>Come dicevo prima, in tutte le mappe cartacee questi tre bisogni (e
>probabilmente me ne sono perso qualcuno), del tutto indipendenti tra
>di loro, sono soddisfatti da un'unica gerarchia.
>A questo punto qualsiasi cartografo deve decidere sulla base di quale
>criterio assegnare la classificazione alle strade, ma comunque non
>riesce a sfuggire al concetto di gerarchia.

Non mi sembra che il mio approccio sia molto diverso:
1. un renderer furbo sarebbe perfettamente in grado di scegliere se
visualizzare una mappa "fisica" (dimensionando le strade in base ad un grado
A,B,C riferito alle dimensioni della strada), gerarchica (utilizzando i tag
primary, secondary, ecc. riferiti alla classificazione stabilita dal
legislatore) o una versione ibrida delle due con dimensioni e tratto basate
su parametri fisici e colori indicanti l'importanza.
2.La scala alla quale ti stai riferendo è puramente fittizia, un tratto più
o meno largo a seconda dell'importanza della strada e non attivente alla
realtà dei fatti.
3. Per la pianificazione di un percorso stiamo solo parlando della visita di
un grafo alla ricerca del cammino minimo tra due nodi e qualsiasi software è
capace di farlo in base ai pesi assegnati agli archi che congiungono i nodi.
Quali parametri e come vengano tenuti in conto nel calcolo del peso
complessivo dell'arco dipende solo dalla scelta in quel momento.

>Quello che tu sostieni è che la gerarchia non debba esistere nella
>cartina prodotta dal cartografo, ma solo nella visione che della
>cartina ne ha l'utente.
>Cioè tu sostieni che la gerarchia, che è un
>criterio indiscutibilmente soggettivo, debba essere abbandonata e
>sostituita da vari criteri oggettivi:
>1. larghezza della carreggiata
>2. numero di corsie
>3. tipo di fondo

Noi noi siamo cartografi, o almeno io non lo sono, e non stiamo
producendo nessuna cartina... stiamo creando un database globale di strade,
terreni, costruzioni e quant'altro possa essere localizzato con un GPS con 
un certo grado di approssimazione, e mi
pare che uilizzare come parametro "base" per le strade la classificazione
del legislatore locale si scontri un po' con la possibilità di confrontare
oggettivamente due zone distinte del pianeta.
Il cartografo vero è poi il renderer, che in funzione dei parametri che
viene istruito a considerare nella visualizzazione genererà una possibile
rappresentazione della realtà, e quindi una cartina che soddisfi i bisogni
dell'utente in quel momento e in quella zona specifica.

>Questo approccio secondo me ha due controindicazioni:
>A. la determinazione dei criteri oggettivi è un lavoro lungo e
>necessariamente incompleto: nel tuo elenco ad esempio non accenni al
>numero di veicoli/giorno che transitano sulla strada (e che è un
>parametro molto importante per un urbanista!). Inoltre molti criteri
>oggettivi saranno necessariamente misurati in maniera soggettiva
>(potrai davvero contare quanti veicoli transitano al giorno? qual è la
>scala della "qualità" del fondo stradale?) e quindi il miraggio
>dell'oggettività rimarrà tale, perché necessariamente verrà introdotta
>una dose di soggettività.

Ferma, ferma.... io non sto parlando di precisione assoluta, ma di una serie
di parametri fisici di base oggettivamente misurabili, ma ad occhio, mica in 
maniera millimetrica.
Parametri cioè che chiunque guardi la strada sia in grado di definire:
- numero di corsie
- presenza di una linea di mezzeria
- asfalto o non asfalto (il famoso parametro paved y/n).
- larghezza. Intesa però non come larghezza assoluta, ma percepita con un
auto media.

Ti faccio un esempio:
strada tipo A: 2 o più corsie per senso di marcia, linea di mezzeria
presente
strada tipo B: 1 corsia per senso di marcia, larghezza sufficiente per un
transito agevole dei mezzi pesanti, linea di mezzeria presente.
strada tipo C: 1 corsia per senso di marcia, buona per le auto ma stretta
per i camion, linea di mezzeria presente
strada tipo D: 1 corsia per senso di marcia, strettina anche per le auto,
linea di mezzeria non presente
strada tipo E: larghezza equivalente ad una corsia o poco più. occorre
fermarsi  per far passare le auto che arrivano dall'altra direzione, linea
di mezzeria non presente
A questo tipo aggiungerei un paved y/n.

Gli altri parametri per avere una maggiore specificità rimarrebbero come ora
opzionali: surface, smoothness, ecc...
Un dato sul traffico non è sicuramente chi si trovasse a passare di lì per
caso che potrebbe valutarlo...
Quello che sto dicendo io in sostanza non è di stravolgere completamente il
lavoro fatto, ma che servirebbe introdurre una doppia classificazione per le
strade:
una, chiamiamola aspetto fisico, basata esclusivamente su una serie di
parametri visivamente apprezzabili ed una, chiamiamola pure highway, che
definisca l'importanza della strada e la loro destinazione d'uso.

>B. come ho già detto in un'altra mail (ho il difetto di ripetermi
>spesso ;-) secondo me il cartografo non "descrive" la realtà, ma la
>"interpreta". Cioè non si limita a riprodurre in maniera oggettiva la
>realtà (anche se in scala ridotta), ma la modifica in modo da renderla
>più fruibile all'utente. Per questo motivo secondo me non ha senso
>parlare de "La Mappa Universale", perché una (buona) mappa contiene al
>suo interno anche il fine per cui è stata progettata. Paradossalmente
>una mappa è tanto più chiara tanto più il cartografo *elimina* i dati
>inutili.

Infatti, e sono pienamente d'accordo con te in proposito tranne che per una
cosa: la fruibilità di una mappa da parte di un utente la definisce l'utente
stesso; il cartografo si limita a tradurre la realtà oggettiva in una che
soddisfi le esigenze di chi guarderà quella cartina.
Visto che, come ho detto sopra, stiamo creando un database di luoghi potrà
essere l'utente stesso a chiedere al renderer-cartografo di visualizzare la
realtà necessaria in quel momento, togliendo tutti i fronzoli inutili.

>Cito Borges che è molto più bravo di me :-)

Mi perdoni Borges se l'ho brutalmente tagliato dalla mail .. :-)
ma a me sembra che il risultato finale sia il medesimo e perfettamente in
linea con il suo ed il tuo pensiero; è il punto di  partenza che cambia.
Io parto dal presupposto che qualunque cartografo non possa creare una
cartina fruibile di una zona che non conosce e l'unico modo per fargliela
conoscere veramente è quello di fornirgli quanti più dati oggettivi
possibili su quella zona.
Sarà poi compito suo estrarre i dati e visualizzarli in funzione dello scopo
della cartina che andrà a creare. E lasciare troppo spazio alla soggettività
del giudizio in fase di istruzione del cartografo sicuramente non permetterà
di estrarre correttamente molte delle rappresentazioni possibili.

Ciao
                                            Cristian 





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