[Talk-it] panel discussion: imports
Milani Alessio
klavanbf a gmail.com
Dom 17 Lug 2011 12:46:48 BST
>In data domenica 17 luglio 2011 12:32:15, Luca Delucchi ha scritto:
> senza senso, inutile, dannoso... pensate a qualsiasi termine negativo,
> va bene! :-)
> Per chi non ha voglia di guardarsi il video (che però è altamente
> sconsigliato) il succo del discorso è:
> - gli import fanno crescere velocemente la mappa, ma sono dannosi nel
> lungo tempo
> - gli import fatti dall'alto fanno malissimo alla comunità (USA insegnano)
> - gli import devono essere fatti solo se:
> * la zona che si vuole importare ha già una comunità e questa ha
> desiderio di avere questi dati (per esempio forlì ha una comunità? chi
> ne fa parte? chi di loro vuole gli edifici importati nella loro
> città?)
> * la qualità dei dati dev'essere alta (per esempio i confini
> dell'istat non dovevano essere importati)
> - ovviamente qualcuno non era d'accordo però la maggior parte delle
> persone che ha fatto imports si è poi pentita di averlo fatto! Solo
> Henk (comunque la comunità olandese era già abbastanza evoluta quando
> è stato fatto) e altre 2/3 persone sono rimaste soddisfatte degli
> import che li hanno interessati
> - ci sono tipologie di dati che devono essere importate (i confini per
> esempio) perchè non è possibile ottenerli in altro modo, ma questi
> devono essere di alta qualità e voluti dalla comunità
> - dopo l'import è importante continuare ad aggiornare i dati
OK, messo così va già molto meglio. :-)
Ma a parte i vecchi dati ISTAT (effettivamente di pessima qualità) piuttosto
che condannare a priori gli imports che possono essere effettuati a livello più
o meno locale porrei l'accento sulla stesura e la divulgazione di regole e
consigli pratici da affiancare a quelli tecnici e legali già presenti sul Wiki.
Un vademecum ampliato rispetto all'attuale che metta in risalto anche
l'impatto che un import può avere su una porzione di territorio.
Informazione e coordinamento tra mappers sono findamentali perchè un import non
sia "stupido" e anche più banalmente per non pestarsi i pie...i nodi. :-)
Non sono portavoce di alcun che e di nessuno ma nel nostro piccolo in Veneto
mi sento di poter dire che proprio in queste occasioni tra di noi si parla per
evitare problemi.
> Detto questo vorrei ricordarvi che la parte fondamentale di OSM non
> sono i dati (che sono solo il fine) ma la comunità, se questa non ci
> esistesse i dati neanche ci sarebbero...secondo me è meglio mappare
> un po' di meno da casa con le ortofoto o in solitaria e fare qualche
> evento in più (cene, aperitivi e soprattutto mapping party!) per
> creare un comunità cosa che in italia manca, se pensate che qui siamo
> 5 con la bandierina italiana sul badge ma beh tre sono "immigrati" da
> altri paesi europei
Che possiamo fare? Banchetti e bandierine nelle piazze? Un progetto del genere
necessità si di manovalanza a tutti livelli ma non può prescindere da una
certa predisposizione culturale e da una personale sensibilità verso certi
temi, oltre al più che naturale interesse al pratico che da tutto questo può
scaturire. Dubito sia nelle nostre capacità il colmare questi gap sociali,
prima che altro.
In merito alla scarsità di eventi "live" poi i piccoli numeri ovvio che non
aiutano. Non vedo soluzioni facili e a breve termine.
Ho parlato troppo. Scusate. :-)
Ciao
Alessio
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